Per ridurre infortuni e morti sul lavoro servono meno ispezioni meglio programmate. 

Mi spiego meglio.

Molti incidenti si concentrano in determinate categorie di aziende, ben note alle ASL mediante i flussi INAIL, ed è proprio iniziando a risanare queste situazioni spesso difficili che richiedono interventi lunghi e approfonditi che potremmo avere dei miglioramenti significativi.

Purtroppo ad oggi i bersagli più facili sono le piccole aziende dove si possono fare più sopralluoghi in meno tempo e questo modo generico di fare ispezioni porta a disperdere energie dove non servono.

Un altro punto importante è il costo atteso delle sanzioni di gran lunga inferiore rispetto a quanto le aziende già spendono per la sicurezza. Diventa molto più conveniente minimizzare le spese e sperare che il controllo non arrivi e nel caso pagare la sanzione.

L’ultimo aspetto è organizzativo, come troppo spesso accade.

E’ stato costituito l’Ispettorato nazionale del lavoro (Inl) che ha portato al suo interno gli ispettori dell’INAIL e dell’INPS, cercando così di creare un ispettore “tutto fare”.

Questo ha impedito a INPS e INAIL di reclutare nuovo personale, ma cosa ben più grave ha dato poteri di coordinamento, programmazione e formazione all’Inl il quale, a differenza dei primi due, non aveva competenze specifiche né banche dati capaci di dare una fotografia della situazione nazionale.

Il primo passo dovrebbe essere quello di permettere a INAIL e INPS di aumentare il proprio personale ispettivo, eliminando il blocco delle assunzioni e di evitare lo spezzettamento tra enti e amministrazioni centrali per i tre tipi di controlli (sicurezza sul posto di lavoro, evasione contributiva e rispetto delle norme sul lavoro)

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